| Sulla zona d’origine dell’Aglio sono state formulate diverse ipotesi dall’Asia Centrale all’India, dalle steppe del Kazakistan al mitico Egitto dove gli operai che lavoravano alla costruzione della grandiosa piramide di Cheope lo usavano giornalmente come alimento allo scopo di preservarli dalle malattie e fortificarli nel corpo per aumentarne il rendimento professionale. Anche Greci e Romani ne fecero largo uso riconoscendogli proprietà ricostituenti e depurative. Risalendo al Medioevo l’Allium Sativum era ricercatissimo per combattere la peste, considerato persino dai medici l’unica salvezza contro il temuto morbo. Del resto fino a qualche decennio fa non era raro vedere nelle nostre compagne mamme somministrare ai propri figli fette di pane strofinate con i suoi spicchi odorosi affinchè crescessero sani e robusti.
E' una storia di terra e di acqua quella legata al territorio voghierese, posto a sud della città di Ferrara. Gli Estensi, i signori di Ferrara rilanciarono questo territorio dal 1435, quando il marchese Niccolò III costruì a Voghiera il castello del BELRIGUARDO. Esso fu reggia estiva della corte, conferendo ai signori estensi la fama di eccezionali ospiti e protettori delle arti. L’ attività produttiva dell’epoca occupava principalmente i contadini che con l’orticoltura e l’allevamento dovevano soddisfare le necessità dei grandi banchetti di corte. Il demanio estense incentivò tutte le coltivazioni possibili nelle terre della zona e le cronache parlano anche di coltivazioni molto intense di numerose serre che dovevano fornire prodotti tutto l’anno. Una particolare attenzione era riservata alle piante da frutto compresi aranci e limoni nella famosa “naranzana” di Belriguardo, ed agli ortaggi che, date le grandi necessità quotidiane, erano coltivati qui in misura certamente superiore e specializzata che altrove.
In particolare le piante da orto, insalate, erbe e piante aromatiche come l’Aglio, usato in larghissima misura per attenuare i non sempre freschi sapori delle carni. La presenza dell’Aglio come prodotto rilevante per Voghiera sono comprovate, anche in tempi più recenti, sin dal 1928 da documenti contabili legati al commercio di “ agli e cipolle” con alcuni paesi europei. Oggi, grazie a specifici studi e ricerche dell’Università di Ferrara, si è riusciti a “differenziare l’aglio di Voghiera dalle altre varietà di riferimento gia riconosciute in Italia; la caratteristica chimica ha messo in evidenza la diversa composizione in aminoacidi, azoto proteico totale, composti solforati, glucidi e frazione minerale fra i campioni di aglio di Voghiera ed i riferimenti commerciali. Ciò consente di supporre che queste differenze siano da attribuire sia alla biodiversità, sia alle caratteristiche pedologiche del terreno ed al disciplinare di produzione utilizzato nell’area D.O.P. dell’ Aglio di Voghiera”.
Dopo numerosi studi si è appurato che le proprietà terapeutiche del bulbo non sono attribuite alla grande quantità di vitamine che contiene, che comunque non sono da sottovalutare, ma all'Allicina, il principio attivo responsabile del forte odore.
L’Allicina non è presente nell’aglio appena raccolto ma nasce da una reazione chimica che avviene nel momento in cui si taglia o si schiaccia uno spicchio. L’enzima allinasi e l’alliina sono infatti contenute in sezioni diverse del bulbillo che durante il taglio vengono in contatto e formano l’allicina, il potente battericida. Poiché la cottura distrugge l’allinasi, è fondamentale che l’Aglio venga consumato crudo, allo scopo di preservarne tutte le qualità terapeutiche.
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